NULLA VERITAS SINE TRADITIONE

20 maggio 2017

L'eredità dello Hiéron du Val d'Or



La rivista "Regnabit"

Comunque l’esperienza di Paray-le-Monial lasciò almeno due eredità: il movimento collegato all’associazione Atlantis, fondata da Paul Le Cour nel 1927, e il gruppo intellettuale riunito attorno alla rivista Regnabit, diretta da padre Felix Anizan. Le Cour riprende soprattutto le componenti esoteriche a sfondo millenaristico e messianico. Padre Anizan fondò Regnabit (Rivista Universale del Sacro Cuore) all’inizio degli anni ‘20. Il periodico voleva integrare tutti gli aspetti riferiti a questo tema, e si avvalse della protezione del cardinale Dubois, arcivescovo di Parigi. E’ lui che spinge Louis Charbonneau-Lassay a collaborare. Nei sui articoli Charbonneau tenta di anticipare almeno ai primi del XIV secolo l’iconografia del Sacro Cuore. Con Regnabit collaborò dal 1925 al 1927  anche Renè Guenon, che dedicò la sua attenzione a molti aspetti del Sacro Cuore, ma ricondotti soprattutto a un simbolismo del cuore concepito come un centro sul piano materiale come su quello superiore in rapporto all’intelligenza universale. Ma la prospettiva di Guenon era diversa. Charbonneau cercò invece di recuperare l’ortodossia artistica del simbolismo cristiano, non discostandosi così dall’intento dello Hieron di Paray-le-Monial. Guenon voleva invece far sentire l’identità innata di tutte le tradizioni, prova della loro unità originale, e la perfetta uniformità del cristianesimo con la tradizione primordiale di cui sono ovunque vestigia. Oggi le considerazioni di Guenon appaiono fondamentali per la formazione di un’interpretazione fenomenologica dei simboli religiosi, in questo caso del simbolismo del centro, il cui cuore rappresenta un’espressione basilare. Potrebbero esserci connessioni con Mircea Eliade ma Guenon non concorda di sicuro con Lassay e Anizan.


Louis Charbonneau-Lassay

Charbonneau si mantiene comunque entro la tradizione dello Hieron: riscoprire i documenti di tradizioni anteriori per dimostrarne lo spirito cristiano dalle origini. Con Guenon la comparazione cambia aspetto. Egli si occupa prevalentemente di simbolismo cristiano, ma solo per individuare equivalenze che presenterebbe con i simbolismi di altre tradizioni. A causa di certi ambienti neo-scolastici Guenon fu costretto nel 1927 ad abbandonare la sua collaborazione. Si criticò comunque anche Anizan. Mentre il pensiero teologico del XIX sec. aveva affermato una sorta di coincidenza Sacro Cuore-Cristo, Anizan accoglie piuttosto l’idea di un Sacro Cuore simbolo universale, in qualche modo distinguibile dal Cristo-Persona. Comunque, dal marzo 1926, Regnabit accresce il sottotitolo, aggiungendo: “Organo della Società della Riflessione Intellettuale sul Sacro Cuore”. La società fu fondata nel 1925 con un manifesto sottoscritto da Guenon, Anizan, Charbonneau e altri, che sottolineava la sua conformità di intenti all’avvento del Regno Sociale di Cristo Re, dichiarando di voler essere un organo di conquista e di vedere nel Cuore di Cristo il compendio di tutti i misteri del Cristianesimo. Ma poi aggiunge che il simbolo è un aiuto al pensiero, e quindi è al pensiero che s’indirizza il Cristo. C’è anche un richiamo a popoli antichi. Nel 1926 Guenon pubblica su Regnabit l’articolo “Cuore raggiante e cuore fiammeggiante”. Il cuore, per Guenon, non è semplice centro simbolico dei sentimenti, ma centro dell’essere da tutti i punti di vista, a partire dall’intelligenza. La mentalità moderna da Cartesio in poi avrebbe deformato tale principio, ignorando sia l’intelletto puro e sovrarazionale e lasciando al cuore solo i sentimenti. Da qui, la distanza tra cuore radiante = luce dell’intelligenza e fiammeggiante = calore d’amore. Ma attenzione all’uso di “Amore”. Nell’ordine della cavalleria medievale esso intendeva spesso cose inesprimibili.
Liberamente tratto da Ascesi esicasta (riassunto) di Dario Gemini